Pur da morto ho da lavora'

Note d'archivio su Giovanni Beleffi, poeta operaio delle ex Fabbriche Galileo

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EDA Servizi

5/8/20261 min read

GIOVANNI BELEFFI, POETA OPERAIO

Giovanni Beleffi, detto “Nanni”, nasce a Firenze il 21 maggio 1912 da una famiglia di modeste condizioni, con il padre fornaio e la madre dedita alla casa e a piccoli lavori a domicilio. Terminate le scuole dell'obbligo, la necessità economica lo spinge presto al lavoro: dopo alcune esperienze come apprendista in officine meccaniche cittadine, nel 1930 entra alle Officine Galileo di Rifredi, la fabbrica che segnerà tutta la sua esistenza. Qui si specializza come tornitore e trova non solo un mestiere, ma una vera scuola di vita, in un contesto di maturazione della coscienza operaia sotto la pressione del regime fascista.

Gli anni della guerra lo segnano profondamente — i bombardamenti, la lotta clandestina, la fame — e lasciano tracce durature nella sua poesia, orientata verso il rifiuto della violenza e il desiderio di pace. Nel dopoguerra diventa una delle figure più amate alla Galileo: i suoi versi, capaci di ironizzare sui capi e denunciare le ingiustizie, circolano tra i compagni e vengono affissi nelle bacheche sindacali.

Accanto alla vita di fabbrica, ci sono la moglie Marcella, sua musa e compagna, il figlio Roberto, e una grande passione per il campeggio e la montagna, che lo portano a diventare il poeta ufficiale dei raduni italiani e internazionali. Anche dopo il pensionamento, a metà degli anni Settanta, la sua vena creativa non si spegne, arricchendosi di una nota malinconica sulla vecchiaia e sul cambiamento, senza mai perdere l'ironia che lo contraddistingueva.

Giovanni Beleffi si spegne a Firenze nel 1998, lasciando una testimonianza preziosa di dignità, lavoro e umanità.

Le poesie selezionate sono tratte dal libro “Giovanni Beleffi - Poeta operaio A Firenze", edito da Mediateca F.L.O.G. nel 2000.